La N,N-dimetiltriptamina (DMT) è una triptamina psichedelica naturalmente presente in numerose piante e, in tracce, in molti animali, inclusi gli esseri umani. Come altri psichedelici classici, agisce principalmente come agonista dei recettori della serotonina 5-HT2A. Ciò che distingue la DMT è la sua rapidità: quando viene fumata o vaporizzata, gli effetti iniziano in pochi secondi e si risolvono in circa 15–20 minuti — a volte chiamata esperienza di «breakthrough» per gli stati visionari intensi e completamente immersivi che può produrre (Strassman & Qualls, 1994).
La DMT non è attiva se ingerita da sola, perché gli enzimi monoaminossidasi (MAO) del corpo la degradano. I popoli amazzonici risolsero questo problema combinando piante contenenti DMT con liane inibitrici della MAO per preparare l'ayahuasca, una bevanda usata cerimonialmente da secoli che produce un'esperienza molto più lunga (4–6 ore) (Domínguez-Clavé et al., 2016).
Questa pagina riassume la farmacologia, gli effetti e i rischi della DMT — comprese le importanti interazioni farmacologiche e alimentari quando è coinvolto un inibitore della MAO — basandosi sulla letteratura peer-reviewed e su risorse consolidate di riduzione del danno.